La nostra pagina Facebook La nostra pagina Instagram
Notizie
Tutte le ultime notizie dalla delegazione regionale Marche di Fondazione Italiana Sommelier

Racconto - Degustazione Cantina Jermann - Friuli Venezia Giulia

Antidoto alla paura: Jermann, la longevità di una rivoluzione.

21/02/2020
Fotografia
In un venerdì che verrà ricordato per l’inizio di un’epidemia storica in Italia, Fondazione Italiana Sommelier Marche ha deciso di farsi contagiare unicamente da profondità ed eleganza, alla ricerca del segreto di una seducente longevità, tratto distintivo di un dna rivoluzionario chiamato Jermann.
 
Filippo Busato, docente FIS Veneto, carismatico e sognatore, ci ha fatto accedere al suo personale paese delle meraviglie mediante una chiave speciale, quella del Vintage Tunina. Abbiamo percorso un viaggio lungo la storia, sostando a piacimento nel tempo delle annate e vivendo setose emozioni, con qualche sorpresa. 
Edi Clementin, AD di Jermann, dinamico e coinvolgente, si è presentato regalandoci rara generosità, encomiando l’esperienza appena vissuta presso una cantina marchigiana a noi molto cara, ricordandoci che il mondo del vino è prima di tutto ricerca e confronto. Ha quindi dato voce alla storia di un’evoluzione che ha portato alla nascita del primo grande vino bianco italiano e a sperimentazioni uniche. 
Nicola Urbano, docente FIS Marche, biologo delle parole, ha catalizzato la curiosità degli ospiti sfoggiando tutta la sua esperienza olfattiva con uno spirito critico sempre puntuale, dischiudendo storie e aneddoti cari alla sua metodologia didattica.
 
LA CANTINA 
La cantina Jermann nasce nel 1881 grazie a una famiglia di origine slovena arrivata a Villanova di Farra, in Friuli. È a partire dagli anni settanta del ‘900 che l’azienda vive una svolta che la porterà ad avere un grandissimo rilievo su scala globale, contribuendo a far conoscere il Friuli nel mondo. Silvio Jermann assume la direzione della società e, grazie anche ai suoi studi a Conegliano e San Michele all’Adige, ha la possibilità di cambiare la strada aziendale percorsa fino a quel momento, dando vita a una vera e propria rivoluzione. Nel 1975 intuito e capacità lo conducono a produrre la prima annata di Vintage Tunina, il vino più importante dell’azienda, quello che la posizionerà sul primo gradino del podio enologico mondiale.
La proprietà si estende su 200 ettari, di cui 170 adibiti a vigneto. Vanta due sedi: la sede storica di Villanova di Farra, 100 ettari collocati nella pianura alluvionale con la produzione di vini varietali – dove si trova il magazzino –, e la nuova sede di Ruttars, un paesino di 480 abitanti nella zona del Collio, dove si producono i Cru e i vini rossi.
La produzione conta circa 900.000 bottiglie, di cui il 62% viene destinato al mercato nazionale, dato insolito per la maggior parte delle cantine italiane di successo.
 
LA RIVOLUZIONE 
Storia. Innovazione. Il tutto teso a una qualità persistente. Sono queste le costanti Jermann.
Silvio Jermann ha sempre messo al primo posto la ricerca. Particolare attenzione è stata data allo studio delle varie tipologie di capsule, con l’obiettivo di ottenere il miglior risultato qualitativo e portando l’azienda a giocare un ruolo cruciale tra gli innovatori del tappo.
Tra il 2003 e il 2004 Jermann inizia a utilizzare il tappo a vite. Nel 2007 esce sul mercato il primo vino con questa capsula, la Ribolla Vinnae. Come spesso accade, all’audacia della rivoluzione l’Italia risponde con una critica estrema e il tappo a vite viene associato all’idea di un vino scadente. Nel tempo, la tenacia, unita agli ottimi risultati, ha vinto sullo scetticismo. Il tappo a vite oggi rappresenta per Jermann un partner fedele, una garanzia di sicurezza per il suo consumatore e una presenza elegante sui mercati internazionali che da decenni prediligono e impongono lo Stelvin.
 
I PIÙ SVITATI: l'audacia che premia.
 
Vinnae | Ribolla gialla 2012 |
La piacevolezza della rotondità.
 
Colore luminoso, riflettente raggi, con qualche lampo verde e una nuance dorata appena accennata.
Naso affascinante e seducente. Morbido e rotondo, profuma di borotalco e rimanda alla mimosa. Fiore bianco, miele.
Bocca appagante e piena. Espressiva, esalta toni rotondi che la rendono morbida e cremosa, al tempo stesso fresca e asciutta. Richiama la sensazione di dolcezza del fiore percepita al naso: si scoprono mineralità, leggere tostature e variegate sensazioni speziate dolci.
Un grandissimo apporto glicerico fa sembrare il vino leggero in acidità. La frutta è matura e ben definita. Il finale è quasi candito, con una leggera punta piccante di zenzero.
Le armonie del calice vengono percepite nel pieno della sua gradazione.
 
Vinnae | Ribolla gialla 2012 | Tappo “Stelvin”
L’immediatezza che stupisce.
 
Simile nel colore, si distingue al naso. Sensazione minerale, vegetale e balsamica. Mentuccia, basilico, note ferrose. Sensazioni fredde. Non c’è più il miele, c’è poca frutta e tanto fiore. Nota vanigliata accentuata.
La bocca è fresca, indubbiamente distesa. Piacevolissima.
Degustato alla cieca, si è nascosto dietro le sembianze di un vino altro: più giovane, fresco e acido, sono emerse le note vegetali e la frutta fresca, dissimulando una maggiore pulizia.
Grazie al tappo Stelvin con chiusura ermetica, il vino non ha praticamente avuto ossidazione e la sua maturazione è rallentata.
 
VINTAGE TUNINA: una selezione.
Primo grande vino bianco italiano, il Vintage Tunina è il risultato di un uvaggio di cinque varietà – Sauvignon, Chardonnay, Ribolla gialla, Malvasia istriana e Picolit – che vengono vendemmiate nello stesso momento, presentandosi con differenti livelli di maturazione.
Vitigni autoctoni si uniscono a vitigni internazionali in un equilibrio sottile: diversi l’uno dall'altro, nel blend si completano in una creazione enologica perfetta. Le uve vengono vinificate separatamente in acciaio per poi essere affinate, dalla vendemmia 2002, parzialmente in botti di rovere di grandi dimensioni. La produzione attuale si aggira sulle 65.000 bottiglie.
 
Vintage Tunina 2012
L'evoluzione perfetta.
 
Annata non semplice, abbastanza fredda, ha alternato piogge notevoli durante la fioritura a mesi caldi durante la maturazione. Le annate difficili in campagna non sempre equivalgono a vini squalificanti. Al contrario, spesso danno vita a grandi vini, come in questo caso.
Il vino ha un suo carattere ben formato e lo si sente subito: è vibrante, sia al naso sia in bocca.
Al naso emerge la terziarizzazione: il pepe bianco, ma soprattutto la terra, l’aspetto sanguigno che arriva prima del frutto e del fiore. Si percepisce una ginestra, un’affumicatura, i tratti tipici dell’evoluzione. Si lascia poi andare regalando canfora e cera d’api.
Bocca profonda e persistente, sente fortemente l’apporto di calore. È vivida la concentrazione dei mesi caldi vissuti. Fase alcolica notevole unita egregiamente all’apporto glicerico, che si stende poi nell’acidità.
 
Vintage Tunina 2014
Una sorpresa straordinaria, che seduce.
 
Annata difficile dal punto di vista agronomico, ha creato un vino eccezionale, di una longevità incredibile.
Il sipario olfattivo si apre su sinfonie di note dolci, morbidi ed esili: nota di frutta ben accennata, sensazione vegetale.
In bocca il vino rivela la sostanza: si allarga subito, si estende, si fa sentire in tutta la sua pienezza e lunghezza. Nel finale c’è una leggera nota di mandorla amara, straordinaria, che va a chiudere poi in dolcezza.
 
Vintage Tunina 2015
L’eleganza del capolavoro.
 
Annata di per sé spettacolare. Colore molto brillante, tendente al verdolino.
Al naso vengono amplificati tantissimi profumi: dai primi vegetali, più freddi, quasi di erba e di foglia, emergono stimoli aromatici, di frutta che spazia dalla pesca, al cedro, fino alla scorza d’agrume, unita a un leggero frutto tropicale quale papaya, ananas o un frutto della passione non ancora definito.
Il sorso impressiona per la grande mineralità di fondo, che diventa sale e in bocca viaggia fino a farsi seta.
 
Vintage Tunina 2015 | Edizione Storica
L’esuberanza della gioventù.
Vino creato in omaggio ai 40 anni dalla sua nascita, celebra l'esperienza e consacra il successo.
 
Colore molto brillante, giallo con riflessi freddi, ricorda la scorza di cedro e di lime.
Al naso, potente, i sentori sono marcatamente freddi e virano sulla scorza d’agrume, sul verde, vegetale e balsamico. Dischiude una mineralità profonda. Il sentore fruttato è di frutta freschissima e frutta tropicale. Ribes bianco.
La bocca è ampia, larga, grassa, ma al contempo tesa, acida, fresca. La persistenza è infinita.
Qui il Vintage Tunina svela tutta la sua potenza aromatica, in una perfetta rispondenza naso-bocca.
È un vino ancora eccessivamente giovane, che deve maturare. Curiosi, attendiamo.
 
Lonsblau 2015 | Pinot Nero
Una riserva esclusiva.
 
Naso molto particolare, non immediato. Scuro, non evoca frutta, ma terra, tabacco. È un naso ematico, di carne cruda, di spezie, che dischiude note terziarie di tostature e caffè.
La bocca è larga, salata, iodata e sapida. Profonda, accenna all’inchiostro, alla china, regalandoci quasi un ricordo lontano di Vermouth. La forte sensazione sanguigna chiede di berne ancora.
Non ha perfetta corrispondenza naso-bocca: ha un naso molto evoluto e una bocca molto concreta, ricca e fresca.
Per la sua ematicità e carnosità, ci fa viaggiare fino ai vini del Finage di Morey-Saint-Denis. Forte e delicato, denota austerità e grazia.
 
In chiusura, per evocare il gusto di cui ci ha vestito la Tunina e sconfiggere la paura, citiamo un passaggio letterario quanto mai attuale, specificando che all’acqua abbiamo preferito uno splendido vino, che è stato in grado di segnare la nostra storia:
 
“La scienza si dimostrava incapace di comprendere le cause delle epidemie. E tutto il mondo, fin nelle sue regioni più lontane, sembrava prigioniero di quel sortilegio senza spiegazioni.
– Quasi tutto il mondo – disse piano Baldabiou. – Quasi – versando due dita di acqua nel suo Pernod.”  (Seta, Alessandro Baricco)


Mariagrazia Vallucci
Fondazione Italiana Sommelier


Organizzatori:  Marco Medori | Presidente FIS Marche
                         Nicola Urbano | Docente FIS
 
Relatori:            Edi Clementin | AD Cantina Jermann
                          Filippo Busato | Docente FIS
                          Nicola Urbano | Docente FIS
 
Accoglienza:      Elèna Ioan | Docente FIS
 
Sommelier FIS:  Emanuele Paoletti Teodori
                           Thomas Jorio
                           Elisa Cardinali
                           Eleonora Pironi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stampa la pagina